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L’evento si svolgerà nell’arco di due giorni, sabato e domenica.
La partenza del primo giro è prevista presso il Rifugio del Diavolo, situato a pochi chilometri dal paese di Pescasseroli, mentre il secondo giro partirà direttamente dal centro del paese.

Si consiglia pertanto ai partecipanti di prevedere il pernottamento a Pescasseroli, così da agevolare la partecipazione a entrambe le giornate.

Presso il passo del Diavolo
Presso il passo del Diavolo

Tra i fantasmi del Parco d'Abruzzo

Se il titolo può destare curiosità, con il punto di partenza e arrivo il “passo del diavolo” credo di aver attirato definitivamente l’attenzione. A pochi passi dalle sorgenti del fiume Sangro prende avvio questa impegnativa escursione di montagna, lunga circa 50 km, che si sviluppa all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e si dirige verso la piana del Fucino. Dai circa 1400 m si inizia ad aggirare il lato sud del Monte Turchio dove la vista si perde subito sul Monte di Valle Caprara e la Costa dell’Ortella su fondo agevole ondulato. Qui tra gli ambienti aperti colorati dai mille colori dei fiori si susseguono quelli più chiusi dall’ombra dei faggi maestosi. La sterrata procede sinuosa salendo sul colle della Cicerana fino ai 1550 m per far tappa al rifugio omonimo. È un’ottima occasione per trovare acqua, prodotti tipici e un buon caffè accompagnato dalla cordialità della gestrice. Si prosegue in direzione della parte protetta al livello integrale del parco dove si possono ammirare Rocca Genovese e Monte Marcolano. Da qui si inizia a scorgere il monte Sirente e il Velino con il pizzo del Cafornia in evidenza e si scende di quota in direzione di una ex cava di Bauxite. La natura, una volta giunti nel baratro della cava si svela in colori contrastanti che vanno dal rosso degli scarti della lavorazione del minerale al turchino di un piccolo laghetto immersi nel contorno verde della foresta. Da qui, una serie di scalini, porta ad affrontare la parte più tecnica del percorso dove continuare anche a piedi non è certo una vergogna. Dai circa 1300 m di quota, si percorre quella che era un’antica strada seguiti dall’allegro gorgoglio delle acque di un ruscello. Lo splendido contesto naturale accompagna la discesa, tra tratti ripidi e tecnici che impongono attenzione al fondo sassoso, fino ai resti delle torri e delle alte mura del primo “fantasma” della giornata: il borgo di “Lecce Vecchia”, dominato dal suo castello. Si tratta, come per le altre realtà che s’incontrano nell’anello, di paesi abbandonati a causa del terribile sisma del 1915 avvenuto nella zona devastando anche Avezzano. Nel caso di “Lecce Vecchia” nodosi faggi hanno ormai vinto le vestigia del maniero che offre ancora un’immagine d’indomita fierezza arroccato com’è sul bordo del vallone omonimo. Il percorso, ora su stradello asfaltato e popolato dal bestiame al pascolo, fila via veloce in un continuo susseguirsi di panorami mozzafiato sulla piana del fucino. Il cammino raggiunge, di nuovo su sterrato, la chiesetta di Sant'Antonio e poi altri due piccoli borghi fantasma “Ca Marino” e subito dopo “Sierri”. Ripresa la discesa, dopo una breve sosta, si raggiunge Lecce nei Marsi (740 m), dove un accogliente bar offre l’occasione perfetta per fare il pieno di calorie e riempire le borracce. Si è pronti così a iniziare la salita del ritorno di circa 11 km che raggiunge anche l’ultimo fantasma protagonista della giornata: il borgo di “Sperone”. Dopo una prima rampa che s’inerpica, tra le case, sul Colle San Vincenzo a 830 m si prosegue su buon sterrato tra pianori e boschi per poi sbucare sulla provinciale. Da qui la salita, nel complesso ben pedalabile, conduce — con una deviazione su sterrato — ai 1235 m del borgo citato, recentemente divenuto noto grazie al film “Un mondo a parte”. La storia travagliata del paesino è ben raccontata da una targa che ne ripercorre le origini romane, mentre l’antica torre medievale di “Sperone Vecchio” si staglia ancora a guardia del valico della Forchetta. Il luogo, particolarmente suggestivo, invita a una sosta prima di riprendere il cammino: dapprima verso il piccolo paese di Gioia Vecchio (ideale per una pausa pranzo in ristorante) e poi, dopo circa 1 km, verso il punto di arrivo/partenza, a conclusione di questa splendida escursione nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).

 

Caratteristiche tecniche: percorso IMPEGNATIVO di tipo montano con sviluppo di circa 50 km per circa 1000 m di dislivello. Presenza di tratti in discesa da fare a piedi.

 

Vi aspetto e buon divertimento

 

 

Impegnativo



Macchiarvana e il Santuario di Monte Tranquillo

Stazzo sul Monte Tranquillo
Stazzo sul Monte Tranquillo
Affaccio sul Monte Marsicano
Affaccio sul Monte Marsicano

Descrizione: percorso MEDIO IMPEGNATIVO che si snoda nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo. Questa classica di MTB parte dall’incantevole paese di Pescasseroli a quota 1100 m e si segue la strada che in leggera discesa segue il fiume Sangro verso Opi.

Passata la piccola gola creata dal fiume inizia la prima salita del giro di circa 9 km con il paesino arroccato sulla sinistra. Passato un incrocio si continua verso il passo di Forca d’Acero. La strada, molto suggestiva, si inoltra tra i faggi vetusti con splendida vista sul Monte Marsicano e Opi. Raggiunta la sterrata a circa 1500 m si piega in discesa sulla piana di Macchiarvana che in inverno ospita itinerari di sci di fondo. L’atmosfera incantata accompagna il cammino e dopo aver percorso qualche chilometro e toccati i 1350 m si comincia la seconda salita di circa 5 km verso il santuario di Monte Tranquillo. Questo è dedicato alla Madonna dagli abitanti di Pescasseroli come ringraziamento per aver risparmiato il paese dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La salita continua piacevole e annovera sette tornanti a stemperare le parti più ripide. Si respira il profumo tipico del parco e arrivati alla chiesa, a circa 1600 m, si ha la magnifica possibilità di godere di un ampio panorama con il Marsicano e la Majella. Dopo una breve sosta si prosegue per l’ultimo piccolo tratto da affrontare spingendo la bici a mano che porta ad un bel rifugio (1625 m) sotto la vetta del monte Tranquillo. Dopo aver goduto di tanta bellezza e quiete si inizia la via del ritorno seguendo la via di salita e sfruttando anche tratti di sentiero. La divertente discesa nel fitto bosco alterna anche piccoli pianori fino ad arrivare ad un bel fontanile e ad un maneggio con le prime case di Pescasseroli che segnano il termine di questa bella escursione.

Caratteristiche tecniche: escursione che non presenta difficoltà tecniche ma che annovera la salita al passo di Forca d’Acero e al monte Tranquillo. Il giro è di circa 33 km per 760 m di dislivello.

Vi aspetto e Buon divertimento

 

Medio / Impegnativo